Valli Poetiche-Itinerari culturali nelle valli lariane-La Valle Intelvi

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Valli Poetiche-Itinerari culturali nelle valli lariane-La Valle Intelvi – Rosa Maria Corti –
L
ietoColle – Collana I Quaderni

foto6.9aCominciamo il nostro itinerario ad Argegno”, con queste parole, almeno idealmente, potremmo dire che si definisce in modo assolutamente chiaro l’itinerario poetico, storico e letterario che Rosa Maria Corti, feconda scrittrice di “cose lariane”, ci regala con la sua ultima fatica edita da LietoColle e disponibile nelle librerie già dalla metà di dicembre. Chi credesse però che il libro della Corti, primo di una serie di tre affidati alla penna della stessa autrice, che la casa Editrice LietoColle, sempre particolarmente attenta alla qualità dei suoi prodotti e alla territorialità dei medesimi, ha in progetto sulle Valli radiali del Lario, fosse una semplice guida turistica, avrebbe certamente sbagliato. L’autrice, pur seguendo una logica storica e territoriale, non si limita alla descrizione dei luoghi (a questo proposito gli scatti che corredano il volume sono tutti dell’autrice), ma ne illustra il ricco passato storico del quale è certamente ben informata, le tradizioni, le particolarità più curiose con anche degli excursus poetici, senza tralasciare qualche cenno alla gastronomia. Naturalmente un’opera siffatta è certo mossa oltre che dalle indubitabili conoscenze storico-artistiche-letterarie dell’autrice, che ha già pubblicato numerosi lavori di un certo impegno e figura nell’Enciclopedia degli Autori Italiani, anche da un forte amore per il territorio, in questo caso quello della Valle Intelvi, dotato di una bellezza e di un fascino discreto, di quelli che non colpiscono di primo acchito in modo folgorante, ma che sanno ammaliare pian piano in modo discreto e per questo duraturo. Vi è poi anche, e certo non ultimo, il desiderio di suscitare nostalgie, ricordi e sensazioni nei meno giovani e l’ambizione di spingere invece i più giovani ad approfondire le conoscenze, che spesso hanno solo limitatamente, delle proprie radici. Dunque è come se l’autrice ci tenesse per mano in un viaggio affascinante nella “Valle di smeraldo”, un viaggio che è soprattutto un itinerario poetico e storico non solo nella realtà di luoghi a noi vicini ma addirittura all’interno del proprio inconscio, alla riscoperta della propria storia che forzatamente s’identifica con quella della comunità o meglio della communitas in senso latino dalla quale proveniamo e della quale dobbiamo mantenere intatte tradizioni e radici. Dunque gustiamoci questo intelligente volume che inizia una trilogia (la Corti, che appare appassionata dal simbolismo numerico, ne ha già pubblicata una composta di tre romanzi storici ambientati sul nostro territorio: “Mistero all’Abbazia”, “La colombera”, “Né angeli né demoni”), che illustrerà nel tempo bellezza, storia e poesia di tre valli radiali del Lario, non sempre conosciute come meriterebbero.

G.P.

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