Svizzeri a Torino

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Si è tenuta lunedì 21 novembre a Palazzo Reale di Torino, nel Salone degliSvizzeri, la presentazione del volume della collana Arte&Storia ‘Svizzeri aTorino’, alla presenza dell’Ambasciatore di Svizzera in Italia, dellaPresidente del Consiglio di Stato del Canton Ticino e del Vicesindaco diLugano, oltre alle autorità .

 Fra il numeroso pubblico, anche alcune autorità e rappresentanti di istituzioni culturali dei comuni della sponda italiana del Ceresio tra cui il Sindaco di Valsolda Giuseppe Farina e il Presidente dell'Appacuvi Livio Trivella a testimoniare come accanto ai numerosi artisti ticinesi presenti a Torino nel corso della storia vi siano stati altrettanti artisti provenienti
dalla Valle d'Intelvi e della Valsolda. Sul volume "Svizzeri a Torino", vengono citati, infatti, molti artisti di questo territorio che, accanto ai ticinesi, hanno progettato, edificato e plasticato i maggiori monumenti e le più importanti chiese torinesi.

Dalle finestre del Palazzo, cuore della storia d’Italia, si vedeva stagliata al centro

di Piazza Castello la statua del ticinese Vincenzo Vela, l’Alfiere Sardo. La direttrice di Palazzo Reale, Daniela Biancolini, ha voluto sottolineare come il Palazzo,

emblematico della presenza artistica ticinese in Torino, e lo stesso Salone

degli Svizzeri, sede dell’incontro, prendesse il nome dalla Guardia svizzera lì

residente fin dal 1597 a protezione del duca Carlo Emanuele I.

Dietro il tavolo dei relatori che si sono susseguiti per presentare il volume,

un grande camino, opera del ticinese Alessandro Casella di Carona, ha sorpreso

i partecipanti per la preziosità del materiale impiegato, il marmo proveniente

dalle cave di Arzo, in Ticino, la famosa “vecchia macchia”, trasportato a

Torino in blocchi, come per la gran parte delle colonne presenti negli altari delle

numerose chiese torinesi opera degli artisti ticinesi. Sculture, decorazioni in

stucco e in legno dorato, soprattutto quelle

dell’alcova del re, forse la sala più bella del Palazzo, opera del melidese Quirico

Castelli, sono fra le opere più importanti

di Palazzo Reale, che la direttrice Biancolini non ha mancato di sottolineare.

Le ha fatto eco Costanza Roggero, professoressa del Politecnico di Torino,

che nella sua prolusione al volume di Arte&Storia ha voluto rendere omaggio

ai tanti artisti ticinesi che hanno decorato con grande maestria i palazzi e i

castelli più importanti di Torino, a cominciare proprio dal Valentino, sede oggi

del Politecnico.

La storia dell’arte ha occupato la prima parte della presentazione, con le relazioni

di Andrea Spriti, Professore di Storia dell’arte all’Università degli Studi dell’Insubria, e di Laura Facchin, dell’Università degli Studi di Verona, che hanno dimostrato come la presenza degli

artisti svizzeri e ticinesi abbia segnato

la storia dell’arte torinese a partire dalla fine del Quattrocento fino ai giorni nostri.

La presenza degli svizzeri nel tessuto economico della città, soprattutto

nell’Ottocento, è stata invece trattata nelle relazioni di Carlo Büchi, già professore

all’Università di Torino, e della storica e saggista Carla Gütermann che, discendenti degli industriali e dei banchieri svizzeri giunti a Torino dopo l’unità

d’Italia, hanno contribuito allo sviluppo economico-industriale della città sabauda.

Presenti anche i rappresentanti di alcuni partner che hanno reso possibile

la produzione di un libro che dedica ben 720 pagine alla presenza elvetica in Piemonte:

la Banca dello Stato del Canton Ticino, Lugano Arte e Cultura e alcuni municipali dei comuni ticinesi. Il momento più emozionante dell’incontro, che ha sorpreso sia per il numero dei partecipanti sia per la grande attenzione, è stata l’esecuzione degli inni nazionali italiano

e svizzero, a testimonianza di 15 decennidi calda amicizia fra i due Stati.

 

Giorgio Mollisi

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