Storia Di Como Volume I Tomo II -Dalla Romanizzazione alla Caduta dell’Impero Romano

pubblicato in: Recensioni | 0

Storia Di Como Volume I Tomo II -Dalla Romanizzazione alla Caduta dell’Impero Romano( 196 A.C – 476 D. C. )

Completato il volume V in tre tomi che illustrano i diversi aspetti storici, monumentali, artistici, sociali ed economici della nostra città dal 1750 al 1950 viene pubblicato il volume I, Tomo II che illustra l’importante fase della romanità di Como.

foto6.19aIl libro dedicato alla memoria del prof. Giorgio Luraschi contiene il suo ultimo articolo quasi un lascito testamentario ed un ulteriore atto di affetto a favore della cultura comasca.

L’articolo ( 75 pagine con 649 note ed un’ampia bibliografia ) presenta la storia di Como romana

dal II secolo a.C. al V secolo d.C.

Partendo dall’analisi delle fonti Giorgio Luraschi ricostruisce le vicende della conquista di Comum da parte dei romani e cerca di ipotizzare anche il luogo della battaglia finale avvenuta nel 196 a.C.

Seguono le varie fasi storiche della romanizzazione, della colonia latina per giungere alla fondazione di Novum Comum ad opera di Giulio Cesare nel 59 a.C.

Analizza di seguito le vicende della città e del suo territorio municipale sino all’epoca tardo imperiale presentando con vivacità e precisa documentazione i diversi aspetti storici, sociali ed economici.

L’ archeologia è invece il filo conduttore dei due successivi articoli.

Fulvia Butti Ronchetti ( 25 pagine con 168 note ) esamina i reperti archeologici riguardanti il periodo della romanizzazione ed i primi secoli della nostra era, Interessante è l’impostazione dello studio in diversi capitoli: economia, lavorazione della pietra, metallurgia, produzione ceramica, commerci. Gli aspetti sociali sono trattati nel capitolo finale “ il mondo dei morti e quello dei vivi “.

Isabella Nobile De Agostini ( 26 pagine con 117 note ) presenta le testimonianze archeologiche ritrovate relative alla piena epoca imperiale, dal ritratto di Augusto velato capite agli scavi più antichi delle necropoli venute alla luce lungo l’antica strada Regina tra Camerata e Borgovico per giungere a quelli più recenti di via Benzi/ viale Varese.

L’urbanistica di Como Romana è ricostruita ( in 18 pagine con 94 note ) da Stefano Maggi attraverso l’analisi del tracciato delle mura, delle aree portuali, delle strade, dei principali edifici venuti alla luce anche in scavi recenti e dei quartieri suburbani. Importante è la ricerca condotta dall’autore sull’ubicazione del foro romano di Como nell’area di piazza San Fedele con relativo inserimento nella pianta di Como romana.

Gli aspetti degli edifici monumentali della città e del suburbio sono presentati da Furio Sacchi in 33 pagine attraverso i diversi periodi storici: la città augustea, il periodo da Tiberio ai Flavi, lo sviluppo del II secolo sino ai decenni iniziali del III secolo d.C. per giungere alla tetrarchia.

Importanti e nuove le ricostruzioni grafiche effettuate dall’autore relative ad alcuni monumenti significativi sia civili sia funerari.

Rodolfo Bargnesi ( 12 pagine con 71 note ) si addentra invece nell’organizzazione del territorio del municipio di Como illustrandone le divisioni agrarie ed i collegamenti viabilistici con Milano, il nord delle Alpi e Bergamo.

Per quando concerne la strada Regina l’autore concorda con l’ipotesi di Tibiletti e di Luraschi di un percorso ausiliario alla via lacuale e quasi di emergenza in caso di tempeste o inclemenze del tempo. L’ipotesi sembra riduttiva in quanto la strada era sicuramente utilizzata per un traffico locale e per spostamenti di truppe o di merci di baso valore.

Un secondo articolo di Isabella Nobile De Agostini ( 22 pagine ) tratta i reperti archeologici della tarda età imperiale ( dal III sino al IV-V secolo d.C. ) presentando corredi tombali e oggetti di vita quotidiana non solo della città ma anche del territorio della provincia inclusa la Brianza lecchese.

Antonio Sartori ( in 25 pagine con 85 note ) tratta in modo particolare l’epigrafia cercando di far parlare queste testimonianze, queste “ pietre scritte “ facendo emergere vicende storiche, politiche e di costume di quasi duemila anni fa. E’ un articolo che pur mantenendo un alto livello scientifico incuriosisce e appassiona.

I due nostri illustri concittadini, Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane, sono oggetto dello studio di Claudio Moreschini ( 20 pagine ).

Di Gaio Plinio Secondo l’autore ne delinea la vita, la personalità, le opere letterarie sia minori sia la monumentale Naturalis Historia e la fama che conquistò come scienziato.

Del nipote Plinio il Giovane, oltre a ricostruirne la carriera pubblica e amministrativa, l’autore presenta l’aspetto di scrittore attraverso le orazioni, il Panegyricus , l’epistolario cercando di delinearne la personalità.

Fulvia Butti Ronchetti, in un secondo articolo ( pag. 25 con 165 note ) presenta la romanità del Canton Ticino, con dovizia di documentazione anche iconografica, attraverso gli oggetti della vita quotidiana e dei commerci sino all’età delle invasioni.

Le origini della cristianesimo nella città di Como ( secc. IV-V ) sono sapientemente presentate da Saverio Xeres attraverso le origini istituzionali, il primo vescovo Felice, la memoria dei martiri, le prime comunità cristiane e gli edifici di culto traI V e V secolo.

Sono necessari alcuni doverosi ringraziamenti:

  • Innanzitutto alla Soprintendenza ai Beni Archeologici della Lombardia per aver reso possibile la pubblicazione delle foto di Archivio della Società Archeologica Comense e aver concesso le immagini degli scavi delle Terme di viale Lecco e via Benzi

  • Al Civico Museo Archeologico Giovio per l’utilizzo dell’archivio fotografico

  • agli autori per l’impegno con il quale hanno svolto il loro compito e per la pazienza con cui hanno atteso per anni la pubblicazione del volume ( testi consegnati e chiusi nel dicembre 2011 ), ritardi legati purtroppo alla malattia prima e alla morte avvenuta due anni fa di Giorgio Luraschi che non ha potuto completare le note e l’apparato bibliografico, compito che ha dovuto affrontare la redazione.

  • per la parte grafica Alessandra Vittani e la JMB di Como

  • per la parte redazionale Camillo Vittani, Sergio Lazzarini e Luigi Ostinelli

 

 

G.F. Frigerio

Lascia un commento