Relazioni storico culturali tra Italia e Polonia nel XVII secolo: dagli artisti dei laghi all’assedio di Vienna

Relazioni storico culturali tra Italia e Polonia nel XVII secolo: dagli artisti dei laghi all’assedio di Vienna

Nei giorni 13 e 14 settembre 2012 si è svolto, presso lo splendido palazzo di Wilanów, alle porte di Varsavia, il convegno internazionale Relazioni italo-polacche nei tempi di Giovanni III Sobieski che ha visto la partecipazione di studiosi appartenenti a varie università e istituzioni, non solo delle due nazioni principalmente coinvolte, ma anche di altre realtà europee strettamente correlate quali le attuali Repubblica Ceca e Repubblica di Lituania. L’evento si inserisce nell’ambito di una cospicua serie di iniziative, compreso un film dedicato all’assedio di Vienna (1683) di cui il sovrano fu assoluto protagonista, promosse dal Museo che hanno avuto corso in tutto il 2012: il progetto Monumentum Sobiescianum, dedicato alla conoscenza della figura del re polacco Jan III Sobieski (1629-1696), fondatore della residenza suburbana di Wilanów, e della sua epoca nei più svariati aspetti.

Le giornate di studi, coordinate da Mariusz Karpowicz, professore emerito dell’Università di Varsavia, le cui pionieristiche ricerche sull’attività degli artisti dei laghi lombardo-ticinesi in Polonia sono ben note, sono state organizzate in stretta correlazione con il convegno internazionale dedicato a papa Innocenzo XI Odescalchi, svoltosi a Roma nel febbraio scorso. Anche in questa occasione non sono mancati i contributi che hanno sottolineato il ruolo del pontefice di origini comasche nella creazione, tra il settimo e l’ottavo decennio del XVII secolo, di un progetto di ridefinizione degli equilibri politici europei di ampio respiro che vedeva in posizione centrale, anti turca e anti francese, l’impero asburgico e il regno polacco. All’interno di questo preciso inquadramento storico, gli interventi si sono concentrati soprattutto sulle relazioni di natura artistica e architettonica tra gli artisti provenienti dalla penisola italiana e le differenti realtà geografiche dei centri privilegiati durante gli anni di governo di Sobieski (1674-1696), dalla Slesia alla capitale lituana di Vilnius, per ampliare l’orizzonte alla diffusione di modelli barocchi e del primo rococò in tutta l’area mitteleuropea. Indiscussi protagonisti furono gli artisti provenienti dalle aree dell’attuale Canton Ticino, della Valle Intelvi e, soprattutto, della Valsolda che egemonizzarono, per buona parte della fase in esame, il controllo delle commissioni esercitando i ruoli di architetto e di scultore di corte a Varsavia. Le arti figurative e l’architettura svolsero un ruolo fondamentale in qualità di strumenti di comunicazione politica e di propaganda a livello europeo, come attestato dalla creazione di nuovi temi iconografici sia di ambito sacro, si pensi alla promozione del culto dell’Immacolata, che laico con la rappresentazione, anche in forma allegorica, delle epiche battaglie per la liberazione di Vienna dal pericolo ottomano.

L’incontro tra gli studiosi, oltre ai momenti congressuali veri e propri, è stato ulteriormente arricchito da una serie di visite alle principali emergenze della città di Varsavia e dei dintorni, a partire da una approfondita ricognizione nelle sale sei-settecentesche della residenza di Wilanów, parte delle quali in fase di restauro, grazie a un rilevante finanziamento europeo, ove importanti scoperte, sia dal punto di vista stilistico, che, soprattutto, tecnico, hanno interessato i ricchi apparati scultorei in stucco, lavoro dei maestri lacuali. Gli itinerari nella città hanno compreso sia una visita al Castello, integralmente ricostruito a partire dagli anni settanta del Novecento, dopo la radicale demolizione voluta dal governo nazista durante la seconda guerra mondiale, nel quale sono stati approntati nuovi apparati didattici di grande interesse e si conservano una serie di vedute della città eseguite dal Bellotto, sia un itinerario nel superbo complesso dei Łazienki Królewskie, letteralmente “Bagni Reali”, i cui padiglioni costituiscono un vero e proprio capolavoro di cultura classicista internazionale dell’ultimo quarto del XVIII secolo immerso nel verde.

Didascalie foto:

Fig. 1 Palazzo di Wilanów, veduta d’insieme dall’ingresso principale

Fig. 2 Una veduta della Plac Zamkowy nella Città Vecchia con il Castello

Fig. 3 Il Pałac na Wyspie nei Łazienki Królewskie

Laura Facchin

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