L’origine del nome Sighignola

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E i loro perché?Varese, edizioni Pietro Macchione, 2011, pp. 270.

Le derivazioni dei nomi di luogo risalgono a tempi lontani e sono legate ai motivi più disparati: l’attività dell’uomo (Arogno: Calfarée-Ca del feree), il soprannome di un antico proprietario (Generoso: Ca dala Máta), l’evocazione di forme o figure di animali (Pugerna: Sass dal Can), la funzione svolta dal luogo (Pasquée, pascolo) e così via. Ferée, detto d’uncio, equivaleva a fabbro ecc. Insomma non vuoi mettere: casa del fabbro? Ormai il dialetto lo conoscono poco. Mata= vitelleschi ecc. Così la cosa diventa ancot più viva

Spesso l’indagine deve farsi strada tra lingue oggi scomparse e periodi storici scarsamente documentati, sì che non poche volte i risultati non possono spingersi oltre i limiti dell’ipotesi.

Nel caso che ci interessa, però, forse, le possibilità di errore sono minime. Lurati* ci ricorda che “con il termine ‘sighignola’ gli alpigiani, e in particolare i casari, indicavano il braccio mobile su cui mettevano (e mettono tuttora) la grossa caldaia in cui far bollire il latte per cavarne il formaggio”.

L’arnese, formato da una grossa squadra rotante sul palo verticale trattenuto contro il muro da grossi anelli di ferro, consentiva di spostare la caldaia dall’interno all’esterno del camino, e viceversa, così da agevolare le operazioni necessarie per la preparazione del formaggio.

La forma di questo attrezzo richiamava alla gente il corpo teso della cicogna in volo, tanto è vero che ancora oggi è conosciuto con il nome di “cicogna”.

Dalla voce dialettale “scigógna o sigógna” a “scighignöla o sighignöla” e in seguito al moderno Sighignola il passo è breve. Simili associazioni tra parole e immagini non sono rare: un altro esempio è quello della gru, oggi installata in quasi tutti i cantieri edili. Anche qui la similitudine fra lo strumento e l’uccello in volo, con il collo proteso in avanti e le zampe penzoloni, è evidente.

E per tornare in argomento non è fuori luogo ricordare che il monte Sighignola, di alpi in cui si produceva formaggio, ne ospitava ben quattro, come si avrà modo di constatare scorrendo le pagine che seguono.   LO DICI ANHCHE PIÙ soTTO. TOGLIEREI QUI e lascerai sotto

Ci spiace non poter addurre una attestazione da documenti antichi. Ma cercheremo ancora. E forse, qualche lettore, potrà supplire.. I nostri antenati si affidavano spesso alla similitudine fra lo strumento e l’animale: cfr.  cavalletto, insieme di pali che serve a sostenere un peso o un oggetto che va intagliato o segato, capra, cavra arnese che serve a tener ordinati vari arnesi, ecc. La nostra Signigòla non è certo isolata, come motivazione nel fornire una parola agli alpigiani.

E per tornare in argomento non è fuori luogo ricordare che il monte Sighignola, di alpi in cui si produceva formaggio, ne ospitava ben quattro, come si avrà modo di constatare scorrendo le pagine che seguono.

 

Ottavio Lurati

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