La peste del 1630 in Valsolda

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La cronaca redatta da Don Domenico Pozzo, Parroco di S. Mammete nel periodo della famosa Peste 8 quella detta manzoniana ) e rporttata nel libro Valsolda del Barrera, ci offre un quadro quanto mai vivido e tagico del periodo.

La peste, preceduta  e forse  causta dalla carestia che era imperversata negli anni 1628 e 1629, fu importata da Milano da un Mastro di muro, Pietro Buonvicini, in occasione di uno dei periodici ritorni a casa.

Tra le prime vittime, una intiera Casata dei Zeroni ( Ceroni ) ; ad Albogasio i morti furono 200, così come a Puria e a Dasio.

Una delle conseguenze fu la creazione della fortuna dei possidenti a causa della svendita dei terreni di moltissime Famiglie , decimate dal contagio.. Si avvantaggiarono anche i massari e gli artigiani sopravissuti, a causa dell’ aumento della domanda di prestazioni dopo la cessazione della peste e la carenza dell’offerta.

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