Il Progetto Cultura Alpina:saper valorizzare il territorio

Il Progetto Cultura Alpina:saper valorizzare il territorio

Il progetto ‘Cultura alpina: saper valorizzare il territorio’ ha ottenuto nello scorso dicembre un finanziamento nell’ambito del programma di cooperazione transfrontaliera Italia – Svizzera 2007-2013, Misura 3.1.1’Interventi per salvaguardare, valorizzare e promuovere il paesaggio ed il patrimonio storico e culturale’. Capofila di parte italiana e svizzera sono rispettivamente l’Università dell’Insubria, sede di Como, e la Regione Valli di Lugano.

Il progetto ha come scopo la valorizzazione del territorio transfrontaliero che si estende dalla sponda occidentale del Lario per tutto il Sottoceneri, focalizzandosi su alcuni aspetti peculiari che lo distinguono dagli altri territori dell’arco alpino. Un’economia basata sull’emigrazione, il fenomeno artistico dei Magistri Comacini (che diventerà uno dei fattori dell’unità culturale europea) e la vicinanza strategica agli itinerari culturali e religiosi che percorrevano da nord a sud l’Europa hanno, infatti, esercitato un’inevitabile influenza sul patrimonio naturale, paesaggistico e artistico – culturale dell’area. L’idea guida del progetto è di valorizzare il carattere specifico del territorio tramite la costruzione di reti di carattere culturale, religioso ed etnografico, reinterpretate anche in chiave contemporanea.

La ‘rete dei Magistri Comacini’ intende approfondire il fenomeno artistico di respiro europeo che ha generato nei secoli importanti scambi e contaminazioni tra la tradizione mediterranea e le più lontane regioni settentrionali e orientali. Proponendosi come ideale continuazione del progetto, finanziato nel passato Programma Interreg IIIA,’L’arte dello stucco’, la rete porterà alla luce nuovi aspetti storico-artistici di una selezione di edifici sacri, indagando anche l’evoluzione delle tecniche artistiche nel tempo e nelle varie maestranze. La ‘rete delle vie del sacro’ studierà le numerose testimonianze ancora presenti sul territorio della profonda devozione religiosa del passato, in particolare dei plurisecolari percorsi di pellegrinaggio e delle visite pastorali di S. Carlo Borromeo, che molto influenzarono la stratificazione cronologica, architettonica e figurativa degli edifici sacri. La ‘rete etnografica dei contrabbandieri’ intende valorizzare edifici religiosi e manufatti presenti lungo i percorsi seguiti dai contrabbandieri, altro effetto dell’economia migratoria ed ulteriore peculiarità tradizionale dell’area.

Alcuni manufatti presenti lungo le tre reti verranno sottoposti ad interventi di restauro: S. Lorenzo a Laino, S. Maria Assunta a Puria Valsolda, lavatoio Nusei, Museo etnografico della Civiltà Contadina a Casasco d’Intelvi.

Gli itinerari s’inseriscono in zone discoste dai tradizionali circuiti turistici e in un contesto di pianificazione di mobilità lenta a basso impatto ambientale, favorendo la cultura dello sviluppo sostenibile e creando un turismo locale destagionalizzato

Le reti verranno valorizzate anche con strumenti moderni, quali esibizioni, laboratori didattici ed un concorso di arte contemporanea, finalizzati ad un’interpretazione degli elementi del paesaggio e della cultura locale che coinvolga la popolazione locale, in particolare le fasce giovanili.

Le azioni del progetto coinvolgono un vasto partenariato, che spazia da realtà locali (APPACUVI, Comuni di Casasco d’Intelvi e Cernobbio,Comunità Montane Lario Intelvese e Valli del Lario e del Ceresio, Provincia di Como, Parrocchia di S. Lorenzo, Associazione

Montearte, Regione Valle di Muggio) ad enti di ricerca (Politecnico di Milano, CNR) con l’obiettivo anche di rafforzare collaborazioni e consolidare il ruolo dei soggetti che costituiscono l’infrastruttura culturale del territorio e che sono attive in campo culturale.

Il progetto è stato ideato all’interno del Piano Integrato Transfrontaliero SAPALP’Saperi alpini: percorsi di sostenibilità lungo lo spartiacque comasco – ticinese’, per contribuire alla valorizzazione del territorio sinergicamente con altri progetti. Numerose, d’altra parte, sono le sinergie con progetti conclusi o in corso. Si ricordano, tra gli altri, i progetti ‘Parco dei Magistri Comacini delle valli e dei laghi’, SIDART,’Strade di Pietra’, ‘Le montagne tra i due laghi’.

Il progetto è iniziato ufficialmente nello scorso aprile. In questi mesi sono iniziati gli studi di carattere storico-artistico ed archivistico e gli approfondimenti scientifici di alcuni manufatti in stucco, sono stati avviati gli interventi di restauro ed organizzate iniziative etnografiche, tra le quali un convegno e una mostra dedicate al fenomeno della stregoneria.

Laura Rampazzi – Responsabile della Capo Gruppo Università dell’INSUBRIA

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