Il Caslè di Ramponio Verna

foto4.1aI resti archeologici sulla cima del Monte Caslè, scoperti nel 1883 da Vincenzo Barelli e da J.B.Andrews, e studiati per la prima volta da Antonio Magni (cfr. Rivista Archeologica della Provincia di Como fasc. 72, 1915), sono stati recentemente oggetto di un’intensa attività di ricerca curata dal Civico Museo Archeologico di Como. Dal 2004 al 2010, su Concessione del Ministero per Beni e le Attività Culturali, si sono organizzate annuali campagne estive di scavo, sotto la direzione del Conservatore museale dr. Marina Uboldi, con l’ausilio di archeologi professionisti e con la partecipazione di studenti di diverse Università. Negli anni 2008 e 2009, grazie ai contributi di Regione Lombardia, Provincia di Como, Comunità Montana Lario Intelvese e di Associazioni Culturali – tra cui APPACUVI – il Comune di Ramponio Verna ha dato avvio alla riqualificazione dell’area sia dal punto di vista ambientale che logistico (accessibilità, creazione di aree di sosta attrezzate) e divulgativo (segnaletica sul sito, redazione di dépliant e opuscoli).

Il sito è stato inoltre inserito nel Progetto Integrato d’Area “ECOLARIUS – Diffondere la cultura dell’ambiente e del paesaggio tra lago e montagna” presentato dalla Provincia di Como, come soggetto capofila per il Bando Programma Operativo Regionale Competitività (2007-2013), Asse 4 – Linea d’intervento 4.1.1.1 promosso da Regione Lombardia, per dare sviluppo ad azioni di promozione e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale sul territorio del Lago e della Valle Intelvi.

foto4.1b Il sito, nonostante i molti interventi, ambientali e anche archeologici, subiti nel corso di un secolo di notorietà, si è rivelato ancora fecondo di dati e nuove informazioni ed anche materialmente ha prodotto un forte quantitativo di reperti. Per poter meglio analizzare la documentazione raccolta, si è deciso di interrompere le indagini sul terreno e di concentrare per qualche tempo gli sforzi nello studio e nell’elaborazione dei dati. Alla stesura delle relazioni di scavo e alla sistemazione dei rilievi e della documentazione grafica deve, infatti, fare seguito uno studio più approfondito dei materiali raccolti, soprattutto frammenti ceramici e resti paleobotanici (carboni di legna, semi e legumi carbonizzati), e la ricerca di confronti con siti archeologici simili. Quest’ultima operazione non è affatto semplice, poiché poco si conosce sull’Età del Bronzo Finale in territori con caratteristiche analoghe al nostro: diversamente da quanto riguarda le aree della Pianura Padana o delle Venezie, meglio studiate, pochissimo è stato pubblicato sui siti d’altura databili ad una fase così antica. Una riflessione è quindi in corso, rallentata dal dover ricercare informazioni per lo più ancora inedite.

Nonostante la ricerca non sia ancora giunta ad una conclusione, si sono comunque già divulgati i dati emersi dalle indagini, sui Notiziari della Soprintendenza Archeologica della Lombardia e in particolare tramite una pubblicazione agile e di carattere didattico (Il Caslè di Ramponio Verna. Guida ai luoghi e agli scavi, testi di M. Uboldi, disegni di M. Fuggiaschi, pubblicata nel 2011 per….) iniziativa del Comune di Ramponio Verna) e con la realizzazione di un CDRom interattivo. Sulla Rivista Archeologica della Provincia di Como, fasc. 190, 2008, pp. 5-23, è uscito inoltre un ampio articolo (Le ricerche archeologiche nel castelliere dell’Età del Bronzo sul Monte Caslè di Ramponio Verna), dedicato alla storia delle ricerche sul Castelliere, cui farà seguito presto un altro contributo con i risultati scientifici degli scavi.

Marina Uboldi

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