Gli intelvesi e la Cappella di San Ruperto a Villa Lagarina

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Gli intelvesi e la Cappella di San Ruperto a Villa Lagarina

A pochi chilometri dalla bella chiesa della “Beata Vergine Maria” di Brancolino (nell’articolo di giugno ho parlato delle rare e delicate scagliole in bianco e nero in essa contenute), in comune di Villa Lagarina (Tn) si trova un’altra chiesa barocca, precisamente quella di “Santa Maria Assunta” che

racchiude un vero e proprio gioiello progettato e costruito da intelvesi: la Cappella di San Ruperto.

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Cappella di San Ruperto. Villa Lagarina (Tn).

Voluta dal conte Paride Lodron, principe arcivescovo di Salisburgo, nativo di questo luogo, per onorare la memoria dei genitori, il conte Nicolò e la baronessa Dorotea Von Welsperg1, la cappella, infatti, progettata dall’architetto Santino Solari di Verna (artefice del rinnovamento del Duomo di Salisburgo,1614-1628, e delle opere di fortificazione di quella città), fu realizzata sotto la direzione del capomastro Domenico Orsolini de’ Passerini. Incerta è la data di progettazione, forse il 1625 o il 1626, di sicuro venne benedetta nel 1629 come si legge nell’iscrizione sotto lo stemma di famiglia che, situato sotto la chiave di volta dell’arco trionfale della cappella, presenta un leone rampante bianco con coda bifida e intrecciata su campo rosso.

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Stemma della famiglia Lodron. Cappella di S. Ruperto.

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Stucchi. Cappella di S. Ruperto.

Sia la cappella che la chiesa stupiscono il visitatore per lo splendore dell’esuberante decoro barocco-rococò in cui si ha l’impressione di scorgere la “mano” di quegli intelvesi che esportarono ovunque il loro saper fare artistico e la capacità di lavorare in squadra, in particolare degli Orsolini, dei Rapa e dei Passerini2, già autori degli stucchi delle cappelle della navata del Duomo di Salisburgo.

  1. I genitori di Paride Lodron sono raffigurati quasi a grandezza naturale sulla parete destra della cappella in una grande tela opera del pittore fiorentino Donato (fra Arsenio) Mascagni (1569-1637) già attivo nel Duomo di Salisburgo per incarico dell’arcivescovo Marco Sittico.

  2. Le fonti consultate menzionano per gli stucchi: Andrea, Giovanni, Antonio e Domenico Orsolini, Andrea Rapa e Giuseppe Passerini.

testo e foto di Rosa Maria Corti

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