Comaschi e Luganesi alla Venaria Reale

pubblicato in: Luoghi ed opere | 0

Comaschi e Luganesi alla Venaria Reale:

La dinastia sabauda volle una serie di regali residenze che circondavano Torino come una sorta di “Corona di delizie”. Se ancora non l’avete fatto, diversi sono i motivi per visitare Venaria, già teatro delle cacce ducali, io ve ne elenco due: la presenza di opere di artisti comaschi e luganesi e, temporaneamente, fino alla fine di gennaio, la mostra “Moda in Italia: 150 anni di eleganza”.

Nella residenza di caccia di Carlo Emanuele II, ideata da Amedeo di Castellamonte, il Salone di Diana e le camere disposte in modo simmetrico ai lati, come le chele di un granchio, rappresentano il cuore della reggia seicentesca, una festa di stucchi, di affreschi e dipinti allegorici, Al centro della volta della grande sala, un tempo palcoscenico di sontuosi banchetti, feste e balli, scopriamo, infatti, accanto all’affresco del pittore fiammingo Jan Miel, raffigurante Giove che affida a Diana il governo di tutte le cacce, con il motto “Delle cacce ti dono il sommo impero”, tutta una serie di stucchi raffiguranti satiri, divinità dei boschi, trofei con animali, ecc, di maestranze luganesi. In quelle che erano un tempo le stanze di Ludovica di Savoia, vere e proprie bomboniere dove stucchi e affreschi si compenetrano, troviamo invece opere di Giovanni Paolo Recchi, nato a Como attorno al 1600 e di Giovanni Antonio Recchi (nipote) che raffigurano figure e fatti legati alla storia di Diana, culminanti nelle Cacce celesti, terrene, acquatiche e infernali.

Dopo tante belve feroci, draghi e mostri tricefali, alle signore non dispiacerà ammirare una mostra sulla storia della moda italiana che spazia dalle crinoline e dagli strascichi del 1861 (che “strizzavano l’occhio” alla moda parigina), alla vera moda italiana, quella delle sfilate fiorentine del 1951 e, a seguire, delle sfilate romane e milanesi. Un’occasione unica per vedere abiti appartenuti a personaggi storici, come Gabriele d’Annunzio, oppure alcuni vestiti di scena (famoso quello indossato da Angelica/ Claudia Cardinale nel ballo de “Il Gattopardo”, film diretto da Luchino Visconti), oppure ancora i colorati e geometrici panciotti disegnati da Giacomo Balla e altri Futuristi.

P.S. Se volete un consiglio, dopo uno sfizioso e corroborante spuntino al Caffè degli Argenti, l’elegante caffè della Reggia con una terrazza panoramica sui giardini e l’arco delle Alpi, non dimenticate di visitare la Cappella di Sant’Uberto, una delle più alte espressioni del barocco europeo.

Articolo e foto di Rosa Maria Corti

foto3.10a

Cappella Barocca di S.Uberto. Venaria Reale ( Torino )

foto3.10b

L’abito di Angelica. Mostra “ Moda in Italia “. Venaria Reale ( Torino )

foto3.10c

Stanza delle cacce infernali. I Recchi a Venaria Reale ( Torino)

Lascia un commento