I Bologna della Valle Mesolcina

I Bologna della Valle Mesolcina 

da Francesca BormettI-Il 19/02/2014 11:15,:

Egregio dottor Livio Trivella,

ringrazio l’amica e collega Rita, che ci legge in copia, per avermi messo in contatto con Lei.

E’ stato un piacere ascoltarla a Bagolino, e soprattutto rivederla, perché in realtà io mi ricordavo di lei, per essere venuta in Val d’Intelvi non ricordo più quando, ma almeno una quindicina d’anni fa, quando organizzaste un convegno per avviare un lavoro di inventariazione. Poi ho seguito da lontano le iniziative dell’Appacuvi.

Ma veniamo a noi. Al momento sto studiando una chiesa valtellinese (il San Fedele di Poggiridenti) il cui altar maggiore in stucco lucido finto marmo risulta essere stato approntato da tal “Carlo Bologna di Val Musocco” nel 1703. Nei testi che ho potuto consultare, ho trovato traccia di magistri con questo cognome nello Zendralli (allego foto).

Trattandosi di uno stuccatore della Val Mesolcina, dovrò domandare da quelle parti, e infatti ho appena scritto al dottor Giulio Foletti dell’Ufficio beni artistici di Bellinzona, sperando ne sappia qualcosa o possa mettermi in contatto con uno studioso di quell’area.

Ad ogni modo, dal momento che il tema degli stucchi e della scagliola riguarda un po’ tutta l’area grigionese, ticinese ed intelvese e sapendo che questi lavoranti viaggiavano molto, domando anche a lei..

Per caso, si è già imbattuto in questo maestro ? O Le risultano altri Bologna attivi a quel tempo in Ticino o magari anche nelle sue zone?

Le considerazioni che ha inviato a Rita sono molto interessanti e stimolano alla ricerca. Prima o poi, se ce ne sarà la possibilità, mi piacerebbe dedicare del tempo a questi temi, a partire dalle opere nelle chiese valtellinesi, che tanto si affidarono alle maestranze grigionesi e intelvesi tra Sei e Settecento.

Al momento devo limitarmi, perché la chiesa che sto studiando mi richiede di affrontare molti temi diversi, e non posso approfondire tutto come vorrei.

L’altare all’esame è strutturalmente molto semplice e di modesto valore, e ne farò un commento soprattutto con riferimento all’evoluzione della concezione di altare (fu introdotto in sostituzione di una ancona rinascimentale) tuttavia mi piacerebbe sapere se in Val Mesolcina sono state trovate tracce di questo Carlo Bologna e se magari esistono cose sue nelle chiese locali o addirittura altrove.

La ringrazio tantissimo, perchè so di farle perdere del tempo. Se saprà darmi qualche dritta, le sarò grata, ad ogni modo sono contenta che ci sia stata l’occasione di sentirci e con enorme piacere verrò in Val d’Intelvi per vedere le vostre chiese.

E poi, chissà, se potrò in autunno parteciperò al convegno degli Incontri Tra Montani.

Per il momento, tanti cordiali saluti

Francesca Bormetti

Risposta

Cara Francesca,! ho datouna scorsa al Repertorio dei Magistri che abbiamo avviato  : purtroppo non abbiamo ancora trovato alcun Bologna. Ti ringrazio della foto dell’altare di Poggiridenti . Ti chiedo se , opportunamente anche se sommariamente descritto, ti sarebbe gradito ed utile pubblicarlo sulla rubrica del nostro Sito www.lavalleintelvi.org, che per la verità abbiamo appena aperto e quindi è ancora poco conoscoiuto. La pubblicazione potrebbe dare dare qualche risposta
Spero pr0prio che si possa organizzare una visita  in Valle : la distanza è poca e la giornata può essere molto interessante ! potrei cercare di organizzare anche un seminario tra ( voi ) giovani studiosi !
Aspetto
Purtroppo non ci sono notizie sul Magistro nel nostro Regesto ( vedi
www.appacuvi.org) . La Famiglia, presumibilmente di cavatori di pietre è certamente originaria di Cavadino, località del Lario, ora frazione di Moltrasio ( o Carate ? ). Il patronimico è ancora esistente a Brienno. Il defunto Sacerdote Fernando Cavadini, Socio Appacuvi, ha eseguito molte ricerche sui Magistri. Le sarei grato se mi trasmettesse le notizie ( anche scarne ) che ha trovato

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