Artisti dei Laghi sulla Via del Brennero – da Verona a Trento

Si tratta di un percorso nella storia della scultura in stucco e in materiali lapidei prodotta dagli artisti delle valli dei laghi lombardo-ticinesi dal Quattrocento all’Ottocento. Il viaggio, oggi sulla via del Brennero, un tempo nei territori della Serenissima e dell’Impero Asburgico, sarà focalizzato ad illustrare le presenze significative, in particolare dei maestri intelvesi, nelle due città di Verona e di Trento. La capitale scaligera, oggi nota ai più per la stagione lirica e le memorie shakespeariane, conserva, specialmente negli edifici di culto, un notevole numero di interventi: dagli altari rinascimentali di Pietro e Francesco da Porlezza della chiesa domenicana di Sant’Anastasia, alla tardo manieristica cappella degli Innocenti di Davide Retti di Laino in Santo Stefano sino ai monumenti celebrativi ottocenteschi affidati alla famiglia degli Spazzi di Lanzo. Il principato vescovile di Trento ospita nei secoli moderni una cospicua presenza di stuccatori, sia per lassi di tempo brevi, soprattutto per quanto concerne gli artisti in transito sull’asse Milano – Vienna, sia per periodi più prolungati, tanto che in alcuni casi si può parlare di vere e proprie carriere trentine dei nostri artisti. Oltre all’ormai noto caso di Giovanni Battista Barberini in San Pietro, in Santa Maria Maggiore, nella cappella del Crocifisso in Duomo, si rivelano di particolare interesse le opere realizzate dalla famiglia lainese degli Aliprandi nella Giunta Albertiana, dai Visetti di Valsolda impegnati anche sul fronte veneto.

 

Girolamo Aliprandi e Andrea Pelli, particolare, Giunta Albertiana, Castello del Buonconsiglio, Trento.

 

 

Profili biografici delle ricercatrici

Laura Facchin, docente a contratto presso l’Università degli Studi dell’Insubria, sta concludendo il Dottorato di ricerca in Beni Culturali e Territorio dell’Università degli Studi di Verona. Ha pubblicato articoli relativi alla cultura figurativa piemontese del secolo XVIII, approfondendo l’inedito aspetto dei rapporti con l’area della Lombardia asburgica, in “Annali di Storia moderna e contemporanea”, “Bollettino della Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti” e “Studi Piemontesi”. Ha curato le ricerche documentarie per la mostra Daniele Crespi un grande pittore del Seicento lombardo (Busto Arsizio, 2006). Ha collaborato con il Dizionario Biografico degli Italiani e negli ultimi anni ha pubblicato vari contributi sulle figure di Carlo Gottardo Firmian e Francesco III d’Este, duca di Modena e signore di Varese, e sull’attività degli artisti delle valli dei laghi lombardo-ticinesi (secc. XVII-XVIII). In tale ambito, è di recente stampa il volume Svizzeri a Torino nella storia, nell’arte, nella cultura, nell’economia dal Quattrocento ad oggi, Lugano 2011, co-curato con Giorgio Mollisi. Ha preso parte ai convegni di Valsolda e Roma in occasione delle celebrazioni per l’anniversario della morte di Andrea Pozzo (2009), approfondendo le relazioni dell’artista con la corte ducale sabauda e il patriziato milanese.

 

Beatrice Bolandrini, docente a contratto presso l’Università degli Studi dell’Insubria, sta frequentando un dottorato di ricerca in Studi Umanistici, discipline filosofiche, storiche e dei beni culturali presso l’Università degli Studi di Trento sotto la guida del prof. Andrea Bacchi, con una tesi dedicata allo scultore lombardo Dionigi Bussola (1612-1687). Il suo ambito di ricerca riguarda principalmente la scultura, l’arte dello stucco, le committenze e l’iconografia degli apparati decorativi delle ville lombarde nei secoli XVII e XVIII. I più recenti contributi pubblicati sono incentrati sull’attività degli stuccatori intelvesi Aliprandi in Lombardia e in Trentino, e sulle opere realizzate dagli artisti dei laghi lombardo-ticinesi in Piemonte. A questo proposito si segnalano le pubblicazioni: L’attività della famiglia Aliprandi in Lombardia e in Trentino, negli atti del convegno Passaggi a Nord-Est: gli stuccatori dei laghi lombardi tra arte, tecnica e restauro, curato da Laura Dal Pra, Luciana Giacomelli e Andrea Spiriti; e Artisti della “val di Lugano” a Torino. Un primo repertorio dei ticinesi tra Sei e Settecento, in Svizzeri a Torino nella storia, nell’arte, nella cultura, nell’economia dal Quattrocento ad oggi, curato da Laura Facchin eGiorgio Mollisi, Lugano 2011. Collabora con l’Istituto per la Storia dell’Arte Lombarda (ISAL onlus), ed è co curatrice dei “Quaderni di Palazzo Visconti”.

Pietro da Porlezza, Rosone, particolare del pavimento della chiesa di Sant’Anastasia, oggi a Verona, Museo di Castelvecchio.

 

dott. Laura Facchin, Università degli Studi di Verona

dott. Beatrice Bolandrini, Università degli Studi di Trento

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